IL LABORATORIO NELLA DIAGNOSI DI SINDROME METABOLICA

Laboratorio diagnosi sindrome metabolica 

La sindrome metabolica è una condizione polimorfa e largamente diffusa che colpisce circa il 20-25% della popolazione generale. Di per sé non si tratta di una patologia madi un insieme di fattori che triplicano il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari e di quadruplicare quello di ammalarsi di diabete di tipo 2. Il riconoscimento della sindrome metabolica si basa sulla misurazione di semplici parametri:

  • Obesità addominale (circonferenza vita > 102 nell’uomo e > 88 nella donna). Si tratta di una misura indiretta del grasso viscerale esprimibile con una semplice misura dellacirconferenza a livello ombelicale e del BMI (Body Mass Index)

  • Ipertensione arteriosa (pressione sistolica ≥130mmHg; pressione diastolica ≥ 85 mmHg)

  • Colesterolo HDL (< 40 mg/dL nell’uomo e < 50 mg/dL nella donna)

  • Trigliceridi (≥ 150 mg/dL)

  • Glicemia superiore a110 mg/dL che è indice di una resistenza all’insulina.

Ci sono alcune nuove proposte per la diagnosi di sindrome metabolica; attualmente la più accreditata dal mondo scientifico prevede la coesistenza di almeno 3 fattori di rischio alterati o comunque trattati farmacologicamente.

Sebbene il riconoscimento delle malattie o delle condizioni che la costituiscono possa essere relativamente semplice, essa può restare misconosciuta per anni. I soggetti in questa condizione non presentano nessun particolare grave sintomo e da ciò s’intuisce l’importanza della precoce identificazione di queste persone. Inoltre la maggior parte delle alterazioni metaboliche possono essere prevenute con una modifica dello stile di vita (regime alimentare corretto, riduzione della massa grassa, attività fisica) e/o con l’utilizzo di farmaci appropriati.

Deve essere chiaro che, come sempre, una diagnosi precoce e la prevenzione o correzione dello stile di vita in tempo porta a evitare patologie estremamente invalidanti e con costi sociali molto elevati.